Nel diversificato sottobosco della faggeta i tronchi marcescenti, lasciati decomporre naturalmente, ospitano una importante e ricca catena alimentare.

La Riserva Naturale di Pietraporciana occupa la sommità, il versante settentrionale e parte del pendio meridionale dell’omonimo poggio (847 m), facente parte del crinale che, tra Chianciano Terme e Sarteano, separa la Val d’Orcia dalla Val di Chiana, raccordandosi più a sud con il Monte Cetona. Poco più a occidente, subito alla base di questi rilievi, si estendono le Crete della Val d’Orcia e la Riserva Naturale Lucciola Bella.

Il torrente Astrone, che ha le sue sorgenti poco più a nord, segna il confine settentrionale della Riserva e dopo un lungo percorso va a gettarsi nel torrente Chiani, a sua volta tributario del fiume Paglia.

Nella Riserva cresce una inconsueta faggeta di bassa quota, che approfitta della frescura e dell’umidità dominanti nella parte alta del versante settentrionale del Poggio di Pietraporciana, ombreggiato dalle rupi calcaree che affiorano sulla vetta. Il Poggio di Pietraporciana è circondato da suggestive e poco conosciute emergenze storiche e architettoniche, che costituiscono anche facili punti di accesso per una passeggiata nella Riserva. Fra queste c’è il paesino di Castiglioncello sul Trinoro, piccolo borgo arroccato su un ripido crinale, da cui si gode di un immenso panorama sulla Val d’Orcia; vi si arriva da Sarteano oppure, con una difficile strada sterrata, dalla località La Foce, villa cinquecentesca posta sulla tortuosa strada che dalla Val d’Orcia porta a Chianciano.

Le rupi calcaree del Poggio di Pietraporciana sono state utilizzate in tempi remoti dall’uomo, come mostrano alcune cavità nella roccia, tra le quali la Grotta del Bruco. Probabilmente l’intero luogo era oggetto di culto dove gli stessi faggi, simbolo di maestosità e solennità, erano rispettati e quindi risparmiati dal taglio. Del resto dai rilievi del comune di Sarteano provengono numerosissime testimonianze archeologiche, che dall’età del Bronzo arrivano fino all’epoca romana. A Poggio Rotondo, tra Castiglioncello del Trinoro e il Poggio di Pietraporciana, sono state rinvenute ad esempio numerose tombe etrusche a pozzetto e a ziro risalenti al VII-VI sec. A. C., i cui reperti sono attualmente custoditi nel Museo Civico Archeologico di Sarteano


La prateria a forasacco ricopre la sommità del Poggio di Pietraporciana,dal quale la vista spazia dalla Val d’Orcia fino al Monte Amiata.

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