La Riserva racchiude nella sua metà meridionale
il tratto del fiume Merse compreso tra le due anse che il corso d’acqua
forma a nord-est di Monticiano e presso Brenna; la restante superficie
protegge invece gran parte del bacino del torrente Ricausa, affluente
di sinistra del Merse. Il confine settentrionale è segnato dal
torrente Rosia, che qui scorre in una stretta gola, e l’estremità
meridionale comprende l’ultimo tratto del torrente La Gonna. Sia il fiume
Merse che i suoi affluenti conservano rare emergenze faunistiche e una
ricca vegetazione ripariale, con numerose specie minacciate in tutta Europa
a causa della degradazione degli ambienti fluviali.
La zona, a pochi chilometri da Siena, è estremamente
suggestiva per la continuità e l’estensione dei boschi, interrotti
solo dagli antichi borghi di Brenna, Orgia, Torri, Stigliano, Spannocchia,
Pentolina, e dalle fortificazioni medievali di Montarrenti, Frosini e
Castiglion Balzetti (oggi ribattezzato "Castiglion che Dio sol sa"),
che suggeriscono l’importanza strategica avuta in passato da questa parte
del territorio senese. Da qui passava infatti l’antica strada Massetana
che univa Siena a Massa Marittima e, tramite una deviazione nei pressi
dell’Abbazia di San Galgano, alla Maremma.
Il Museo del Bosco di Orgia, anche tramite una serie
di sentieri che interessano la Riserva, ricostruisce le attività
che ruotavano intorno al bosco, fino a pochi decenni fa parte essenziale
dell’economia delle popolazioni di questa zona. Le poche aree pianeggianti
offerte dalle piane alluvionali del Merse offrivano infatti scarse possibilità
di coltivazione agricola, poiché molte di esse formavano il "Padule
di Orgia", bonificato completamente solo in tempi recenti. Il bosco,
oltre ad offrire legname, era utilizzato per il pascolo e per la coltivazione
del castagno, con i cui frutti veniva fatta una farina, importante fonte
di amido.
La possibilità di sfruttare l’energia del fiume
fece inoltre nascere numerosi mulini da grano, fra i cui proprietari c’erano
l’Abbazia di S. Mustiola a Torri, l’Abbazia di S. Galgano, il Comune di
Siena e alcune ricche famiglie senesi.